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Esercizio fisico e invecchiamento

Una regolare attività fisica costituisce il caposaldo della prevenzione delle malattie cardiovascolari e si associa ad una riduzione della mortalità correlata. Peraltro, una regolare attività fisica è alla base di uno stile di vita sano, con notevoli benefici sulla salute generale della persona in tutte le fasce di età. Nell’anziano, l’esercizio fisico aiuta a migliorare […]

Una regolare attività fisica costituisce il caposaldo della prevenzione delle malattie cardiovascolari e si associa ad una riduzione della mortalità correlata. Peraltro, una regolare attività fisica è alla base di uno stile di vita sano, con notevoli benefici sulla salute generale della persona in tutte le fasce di età. Nell’anziano, l’esercizio fisico aiuta a migliorare il tono muscolare e la capacità di movimento, a ridurre l’osteoporosi, a favorire la produzione di sostanze quali endorfine e serotonina, che conferiscono una sensazione di benessere generale. Infatti, il livello di attività fisica praticata è uno dei fattori che più efficacemente permettono un invecchiamento sano.

L’azione positiva di una regolare attività fisica spiega i tanti benefici per la salute:

  • riduzione del rischio di morte improvvisa, per infarto o per malattie cardiache in generale;
  • riduzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo di tumori del colon;
  • riduzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo del diabete di tipo 2;
  • prevenzione o riduzione dell’ipertensione;
  • prevenzione o riduzione dell’osteoporosi, con diminuzione fino al 50% del rischio di fratture nelle donne;
  • riduzione del rischio di sviluppo di malattie osteoarticolari;
  • riduzione del rischio di sviluppare deficit cognitivo e demenza;
  • riduzione dei sintomi di ansia, stress, depressione, solitudine;
  • calo del peso e diminuzione del rischio di obesità.

Prima di intraprendere un’attività fisica costante, è fondamentale una valutazione clinica del medico curante per una conferma dell’assenza di controindicazioni e per un suggerimento sul tipo di attività da svolgere. Oltre a indicare il livello di attività fisica (quanti giorni e quanti minuti al giorno dovrebbero essere dedicati all’attività fisica di moderata o vigorosa intensità), è importante che ogni paziente venga informato dei rischi connessi all’inattività affinché l’esercizio fisico diventi parte integrante della sua vita quotidiana, e aiutandolo a prefiggersi degli obiettivi per ottenere e mantenere i benefici che ne derivano.

Nei soggetti adulti e anche oltre i 65 anni le indicazioni sono di svolgere almeno 150 minuti la settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta. Se, come ricordato, l’attività fisica regolare aiuta a mantenere l’organismo in buona salute, la sedentarietà può contribuire, insieme ad altri fattori di rischio, allo sviluppo di diverse malattie croniche, in particolare quelle che gravano sull’apparato cardiovascolare.

La sedentarietà, spesso associata a un’alimentazione quantitativamente e qualitativamente non corretta, è diventata un problema di salute pubblica, con un elevato carico di malattia e relativi costi sociali. Grande importanza assume l’attività fisica anche negli anziani (anagraficamente indicati oltre la soglia dei 65 anni) e nei grandi anziani, al di sopra di 85 anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel documento “Strategia e piano d’azione per l’invecchiamento sano in Europa”, delinea un piano d’azione per l’invecchiamento in Europa a sostegno di iniziative per la salute e il benessere. Tra i cinque interventi prioritari proposti è indicata la promozione dell’attività fisica.

In Italia già il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 1998-2000 si era posto l’obiettivo di far aumentare in media del 10% il numero di persone (giovani e adulti) che praticano regolarmente (almeno una volta la settimana) attività fisico-sportiva nel tempo libero e comunque non meno del 10% fra gli anziani, partendo dalla considerazione che “l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale nell’ambito dell’adozione di stili di vita sana e che l’effetto protettivo dell’esercizio fisico regolare è stato dimostrato non solo nei riguardi delle patologie cardio-respiratorie e cerebrovascolari, ma anche di quelle osteoarticolari e metaboliche”.

A tal fine, come sottolineato in vari studi, andrebbero intrapresi interventi quali:

  • favorire la collaborazione e la condivisione di esperienze e buone pratiche concernenti le misure efficaci per il miglioramento dei livelli di attività fisica tra le persone anziane, supportandone l’applicazione e la valutazione;
  • elaborare e realizzare programmi locali per l’attività fisica destinati alle persone anziane, anche attraverso approcci combinati mirati a un cambiamento dei comportamenti a livello individuale e di gruppo, supportandone l’applicazione e la valutazione;
  • dispensare consigli sull’attività fisica in tutte le strutture di assistenza sanitaria e sociale per gli anziani, mirati in maniera specifica alle persone sedentarie, con particolare enfasi sulla promozione dell’attività fisica di moderata intensità (soprattutto il camminare), offrendo un sostegno continuato nel tempo.

L’esercizio fisico, preferibilmente di tipo aerobico, non deve essere necessariamente intenso. Per essere fisicamente attivi sono sufficienti semplici movimenti che fanno parte della vita quotidiana, come camminare e fare i lavori domestici oppure ballare o andare in bicicletta. Infatti, l’attività fisica è definita dall’OMS come “qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico”.

L’attività fisica deve essere proporzionata all’età e allo stato di salute del singolo individuo e prescritta di conseguenza in modo razionale e clinicamente stabilita dal medico curante.
L’anziano con problemi motori non può ovviamente svolgere attività impegnative o con alto carico di lavoro. Al contrario, molti anziani sono in grado di camminare a passo svelto, nuotare, andare in bicicletta.
Il buon senso comune e l’esperienza del medico devono portare alla “ricetta” più corretta sul tipo di attività da svolgere. Esistono schemi generali sui manuali e sulle linee guida che però devono essere adattati alle singole persone sane o al singolo paziente.

Dario Manfellotto,
Direttore dipartimento di Discipline Mediche e UOC di Medicina Interna

Riferimenti:

  • Strategia e piano d’azione per l’invecchiamento sano in Europa, 2012-2020,OMS Malta, 10-13 settembre 2012.
  • Physical activity and health in Europe: evidence for action. Copenhagen, WHO Regional Office for Europe, 2004 (http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/ 0011/87545/E89490.pdf).
  • American College of Sports Medicine, Exercise and Physical Activity for Older Adults, Medicine & Science in Sports & Exercise, 2009.
  • Istituto Superiore di Sanità, Linee Guida Lotta alla sedentarietà e promozione dell’attività fisica, novembre 2011.
  • Linee guida europee 2016 sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica, G Ital Cardiol,Vol 18, Jul- Aug 2017.